Contratto di locazione breve: cosa dice la legge e quando conviene?

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Contratto di locazione breve: cosa dice la legge e quando conviene?

 

Affittare un immobile comporta fare delle scelte burocratiche e legali per rendere l’accordo regolare. Il contratto d’affitto è il primo documento in assoluto a cui pensare e deve essere regolarmente depositato affinché risulti legale ed entrambi le parti possano avvalersi delle garanzie derivanti da tale accordo. 

Vi sono svariate tipologie di contratto, per questo è importante conoscerne le caratteristiche per scegliere la migliore opzione possibile, rispettando le norme caso per caso. 

Il contratto di locazione breve è un accordo temporaneo da rinnovare periodicamente, idoneo per affitti non superiori ai 18 mesi. All’interno di tale tipologia di contratto è contemplato anche il contratto d’affitto breve turistico, che prevede non più di 30 giorni di permanenza. Nel caso in cui, invece, la durata dell’affitto duri oltre i 30 giorni, ma senza superare i 18 mesi, di parla di affitto transitorio. È importante, però, sapere che il tipo di contratto breve, non supporta i benefici del canone concordato

Il contratto di locazione di breve durata è ottimo per chi voglia vendere la propria casa e deve continuare comunque a pagarne le spese nel periodo che incorre tra la pubblicazione dell’annuncio e la vendita effettiva. È una tipologia di contratto idonea anche agli inquilini che cambiano città temporaneamente o in fase di transito per una nuova sistemazione definitiva. Affinché il contratto di locazione breve sia efficace e legittimo, è necessario l’invio della conferma tramite raccomandata e contemplare un deposito cauzionale di almeno due mensilità. 

 

Contratto di affitto breve turistico 

Oltre alla mera differenza temporale, è bene specificare un’altra differenza sostanziale che riguarda la vera e propria parte legale. A tal proposito, è utile sapere che un contratto di affitto breve turistico non prevede la registrazione presso l’Agenzia delle Entrate, mentre la tipologia di contratto di affitto transitorio, essendo contemplato un periodo più ampio, ma comunque temporaneo, deve essere obbligatoriamente registrato e certificato con marca da bollo.

In merito agli affitti brevi turistici, il D.L. 50/2017 ha regolato e unificato le pratiche in modo tale da poter applicare la cedolare secca su tale tipologia di affitto fino a trenta giorni. La comunicazione dei dati dei contratti è applicabile anche per tutte quelle sistemazioni gestite da portali online applicando una ritenuta del 21% “sull’ammontare dei canoni e dei corrispettivi all’atto dell’accredito”. 

Inoltre, secondo la legge, per la permanenza a scopo turistico, è obbligatorio richiedere la tassa di soggiorno ed è necessario fare in modo che nel contratto da firmare appaiano: i dati anagrafici di entrambe le parti coinvolte, l’importo e la modalità di pagamento, inclusa la restituzione della cauzione, le modalità di affitto e consegna delle chiavi, il numero di persone che occupano l’abitazione, specificando il periodo, l’autorizzazione o il divieto di permanenza per gli animali domestici, la normativa sul trattamento dei dati e tutti i dettagli riguardanti la tassa di soggiorno e spese aggiuntive come la pulizia post vacanza. 

In linea generale un contratto di affitto breve è conveniente per entrambe le parti. In particolar modo l’affittuario potrà usufruire di spese d’affitto contenute e il padrone di casa, oltre a far fronte ai pagamenti di tasse e manutenzione, potrà disporre dell’appartamento in accordo con le proprie necessità.

 

 

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