La ceramica pugliese: origini e tradizione del Capasone

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La ceramica pugliese: origini e tradizione del Capasone

La lavorazione della ceramica pugliese è una delle più antiche tradizioni che rappresentano il territorio, diventando un vero e proprio simbolo legato alla cultura popolare. I manufatti in ceramica si possono reperire in tutto il territorio regionale anche se, è bene sottolineare che, Grottaglie spicca maggiormente nella produzione, in quanto territorio ricco di argilla.

Oltre ai famosi piatti di ceramica dipinti a mano, si ricorda la produzione di Mummoli, Vummili e Capasoni, adatti per il trasporto e la conservazione, nell’antichità, di liquidi quali acqua, vino e olio.

Mentre in passato tali manufatti venivano impiegati per uso quotidiano, oggigiorno continuano ad essere prodotti ed impiegati maggiormente per decorare interni e giardini di  case e ville rustiche e moderne in giro per il mondo, costituendo un vero e proprio oggetto di alto design.

 

La storia dei Capasoni

Il Capasone ha origini antiche e il nome stesso lo definisce come una vera e propria giara dalla capacità maggiore rispetto alle altre. Infatti, la parola Capasone è un termine dialettale che significa ‘capace’: “capiente”, proprio per determinare la grande capacità del contenitore che potrebbe arrivare a contenere anche 200 litri ed utilizzato al posto delle botti.  
La vera e propria caratteristica del Capasone, oltre alle dimensioni, era costituita dalla possibilità di mantenere olio, acqua e vino sempre alla stessa temperatura, evitando, così, che il prodotto andasse a male. Inoltre, tale contenitore veniva anche impiegato per la conservazione di funghi sotto aceto e fichi secchi, garantendo la freschezza dei prodotti per un periodo prolungato.

Una volta utilizzato, il Capasone era possibile sottoporlo a lavaggi con acqua e tufo macinato per poterlo, in seguito, riutilizzare per la conservazione di altri tipi di prodotti, senza contaminarne l’odore.

 

Il Capasone oggi

Come accennato in precedenza, il Capasone con il tempo e con l’evoluzione dei metodi di conservazione dei cibi, ha cambiato funzionalità, trasformandosi in un vero e proprio oggetto di alto design, in grado di arredare e decorare gli spazi domestici in modo davvero esclusivo, preservando l’originalità rustica e con un chiaro attaccamento a tempi antichi.

In commercio possono ritrovarsi delle riproduzioni fedeli agli antichi Capasoni, molto più economiche rispetto agli originali. Nel caso in cui, però, si voglia cercare un pezzo originale, naturalmente, il prezzo sale in base al periodo a cui risale e allo stato in cui si trova.

È possibile adoperare il Capasone per arredare gli interni di grandi ville o case di campagna, tenendo sempre conto dei grandi spazi necessari per il posizionamento di un oggetto dalle dimensioni importanti. Proprio per questo motivo, per la maggior parte delle volte, si opta per una collocazione esterna, più consona alle grandi dimensioni.

A parte il design, è bene sottolineare anche che ci sono delle realtà pugliesi che ancora fanno uso del Capasone per la conservazione del vino e, in particolare, si può fare riferimento all’impresa Vinicola Savese, specializzata nella produzione di vino primitivo dal sapore peculiare e sicuramente unico.

 

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