Caparra per l’acquisto della casa: cosa c’è da sapere

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Caparra per l’acquisto della casa: cosa c’è da sapere

 

Essere a conoscenza della burocrazia per l’acquisto della propria casa nuova è imprescindibile, soprattutto nel caso in cui non vi sia nessuna guida che aiuti nella gestione. In un quadro generale di documenti da presentare, la caparra è una parte fondamentale poiché consiste nella somma depositata per bloccare l’appartamento che si desidera acquistare. 
È bene, però, sottolineare che, ci sono vari tipi di caparra e i più comuni in un atto di compravendita sono: 
 

  • La caparra confirmatoria: apporto di una somma di denaro con il fine di confermare la volontà di adempimento al contratto di compravendita dell’immobile e autotutelarsi. Questo tipo di caparra ha anche valore di acconto sulla somma totale dell’accordo e, in caso d'inadempienza, vi è la garanzia di un indennizzo regolato da una clausola penale. 
  • La caparra penitenziale: somma di denaro prestata nel momento in cui si è concluso il contratto. Tale tipo di caparra, garantisce la scelta tra recesso e adempimento e la somma di denaro viene restituita solo nel caso in cui il recesso non è azionato. Si differenzia dalla precedente poiché non è un risarcimento, ma un “corrispettivo del recesso per volontà unilaterale”.

È anche molto comune sentir parlare di acconto prezzo, da non confondere con la caparra, in quanto è solo un anticipo dell’importo finale e, di conseguenza, per la propria natura, deve essere restituito qualora l’operazione di compravendita non si concluda.
Anche il deposito fiduciario potrebbe essere un termine in grado di destare confusione e, nonostante sia una somma di denaro versata al fine di bloccare l’accordo di compravendita, si differenzia dalla caparra, poiché viene versata da terzi (per esempio le agenzie immobiliari, nel caso in cui vi siano varie proposte). Solo in seguito all’accettazione da parte del proprietario, tale somma di denaro si trasforma automaticamente in caparra. 

È bene tener presente che la caparra non può essere versata in contanti per via della Legge antiriciclaggio. A tal proposito, la somma di denaro può essere versata attraverso un assegno circolare, conto corrente bancario o bonifico. 

Non vi è una regola standard per la scelta dell’importo della caparra. La percentuale da versare deve essere scelta in modo personale e non vincolata da altri fattori. Nonostante ciò, sarebbe opportuno non eccedere per limitare i danni nel caso in cui l’affare non vada a buon fine. Per decidere la percentuale in modo congruo, è necessario considerare il valore dell’immobile da acquistare e proporre una somma di denaro proporzionale. 

Secondo la Legge, inoltre, è fondamentale registrare presso Agenzia delle Entrate la proposta d’acquisto; questo significa che sulla caparra versata si dovranno pagare le tasse e versare la quota di imposta di registro. In maniera specifica, si tratta dello 0,50% dell’importo della caparra o del 3% del totale dell’acconto nel caso in cui si sia scelta questa strada al posto del versamento della caparra.

 

Quando avviene la restituzione della caparra?

La restituzione della caparra versata avviene nel momento di risoluzione del contratto oppure in caso di condizioni sospensive non avverate, rendendo nullo il contratto. È importante che la restituzione della caparra venga messa a verbale, per evitare futuri e spiacevoli inconvenienti. 
La restituzione della caparra, inoltre, può avvenire anche per cause di forza maggiore. Tali imprevisti sono conseguenze dettate da condizioni esterne e non direttamente collegabili alla volontà degli attori del contratto di compravendita che ne impediscono il regolare svolgimento (ex art 1463 cc.).


 

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