Tutto ciò che c’è da sapere sull’atto di provenienza dell’immobile

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Tutto ciò che c’è da sapere sull’atto di provenienza dell’immobile

 

L’atto di provenienza è un certificato che attesta la proprietà dell’immobile e contiene i dati inerenti lo stesso, includendo informazioni circa i precedenti proprietari, garantendo continuità di trascrizioni anche al fine di condurre indagini catastali. È necessario reperirlo nel caso in cui si voglia vendere il proprio appartamento e verrà richiesto all’acquirente dalla banca qualora egli voglia stipulare un mutuo. 

Inoltre, è d’uopo sapere che avere a disposizione l’atto di provenienza dell’immobile è utile anche per garantire una maggior tutela tecnica nel momento dell’ingresso nel mercato e per la stesura della relazione tecnica integrata. 

In caso di mancanza, per reperire l’atto di provenienza di un immobile è necessario servirsi degli archivi presso le strutture adibite o consultare servizi per il reperimento atto di provenienza online. In quest’ultimo caso, però, i costi e i tempi sono poco convenienti, dunque, andare personalmente presso le strutture specifiche è sempre meglio e per farlo è necessario avere gli estremi degli archivi presenti nella visura catastale. 

 

Quali sono le informazioni contenute nell’atto di provenienza dell’immobile?

All’interno dell’atto di provenienza sono contenute tutte le informazioni relative all’immobile e i dati anagrafici di tutti i proprietari (presenti e passati) dello stesso. Inoltre, sono presenti anche i dati catastali dell’immobile con relativi protocolli urbanistici, diritti di terzi, lo stato di agibilità, eventuali trascrizioni o ipoteche e agevolazioni fiscali usufruite per l’acquisto. 

Per quanto concerne le convenzioni, di regola non sono presenti all’interno dell’atto di provenienza dell’immobile. Vengono inserite solo quelle oggetto di pattuizioni speciali che il Notaio abbia ritenuto indispensabili e importanti da allegare.  

Questo documento presenta ulteriori allegati quali: planimetria, visura catastale e attestato di prestazione energetica. A tal proposito, è necessario anche assicurarsi che sia stato effettuato un aggiornamento catastale, qualora nel corso degli anni siano state apportate delle modifiche che hanno comportato la modifica morfologica dell’immobile.

Nell’insieme delle informazioni relative all’immobile, l’atto di provenienza contiene tutte le informazioni ufficiali alle quali far fede, nel caso ci siano altri documenti contenenti dati differenti, a meno che, nel corso degli anni, non siano state apportate delle modifiche ufficialmente riconosciute e validate.

Per quanto riguarda l’attestato di prestazione energetica, è necessario aprire un capitolo a parte. Di solito, è un documento che rientra tra quelli presenti all’interno dell’atto di provenienza, ma è anche possibile che non sia presente qualora l’immobile sia di vecchia costruzione. Infatti, è importante considerare che, tale documento è obbligatorio solo a partire dal 2006. Nel corso degli anni ha cambiato nome e lo si può trovare sotto la voce APE, ACE o semplicemente Certificazione energetica che ha una validità di 10 anni, sempre e quando non siano state effettuate modifiche che vi abbiano apportato modifiche sostanziali. 

Come anticipato in precedenza, quando si tratta di atti di provenienza molto vecchi, è sempre un’ottima idea procedere con una revisione da parte di un legale o tecnico esperto che possa verificare che tutti i documenti siano presenti, che siano in linea con gli attuali per poter colmare eventuali lacune.

 

 

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