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Il nuovo sistema di certificazione energetica degli edifici previsto dalla direttiva “Case Green” è entrato in vigore dal 29 maggio 2026 in tutta l’Unione Europea. Si tratta di una riforma destinata a modificare in modo significativo il modo in cui gli immobili vengono valutati, venduti e locati, con un impatto diretto anche sul mercato immobiliare italiano.
L’Attestato di Prestazione Energetica (APE) è stato profondamente rivisto nei criteri di classificazione degli edifici.
Uno dei cambiamenti principali riguarda l’introduzione di una scala energetica uniforme a livello europeo, che sostituirà l’attuale sistema italiano articolato in classi da A4 a G. Con la nuova normativa si passerà a una classificazione semplificata dalla classe A alla classe G.
La classe A sarà riservata agli edifici a emissioni quasi nulle o nulle, mentre la classe G identificherà il 15% degli immobili con le peggiori prestazioni energetiche.
Questo nuovo sistema non si limita a riorganizzare le etichette energetiche, ma modifica anche il criterio di confronto: le classi saranno definite in relazione al patrimonio edilizio complessivo di ciascun Paese, rendendo il posizionamento degli immobili più dinamico.
Uno degli aspetti più rilevanti della riforma è che la classe energetica di un immobile potrà cambiare anche in assenza di interventi edilizi o miglioramenti strutturali. Questo avverrà perché cambieranno i parametri di calcolo e il metodo di valutazione, oltre al sistema di confronto tra edifici. In pratica, lo stesso immobile potrebbe risultare più o meno efficiente semplicemente in seguito all’adozione del nuovo metodo di classificazione europeo.
Per proprietari e investitori questo significa che il valore percepito di un immobile potrebbe variare non solo in base ai lavori effettuati, ma anche in funzione dell’aggiornamento normativo.
Il nuovo Attestato di Prestazione Energetica diventerà molto più articolato rispetto all’attuale versione. Non si limiterà più a indicare i consumi energetici, ma includerà una valutazione più ampia delle caratteristiche dell’edificio.
Tra i nuovi elementi considerati rientreranno:
L’APE diventerà quindi una vera e propria “carta d’identità energetica” dell’edificio, sempre più importante non solo nelle compravendite, ma anche nella determinazione del valore di mercato.
Per il settore immobiliare, questo cambiamento avrà conseguenze significative. Gli immobili potrebbero vedere modificata la propria classificazione energetica senza alcun intervento di riqualificazione, semplicemente per effetto dell’introduzione dei nuovi criteri.
Di conseguenza, la valutazione di un immobile dovrà tenere conto non solo delle condizioni attuali, ma anche del nuovo quadro normativo europeo, che influenzerà progressivamente domanda, offerta e appetibilità degli immobili meno efficienti.
È importante sottolineare che la direttiva non introduce obblighi immediati di ristrutturazione per i singoli proprietari. Non esiste infatti una scadenza entro cui adeguare gli immobili a una determinata classe energetica.
Gli Stati membri dovranno invece lavorare su obiettivi complessivi di riduzione dei consumi del patrimonio edilizio nazionale. Il processo sarà, quindi, graduale e accompagnato da politiche e incentivi nel lungo periodo.
Per chi opera nel mercato immobiliare, il nuovo APE rappresenta un elemento da monitorare con attenzione. In fase di compravendita o locazione, la certificazione energetica avrà un peso sempre maggiore nella definizione del valore dell’immobile e nella percezione della sua qualità.
In un contesto in cui la sostenibilità energetica diventa un parametro centrale, conoscere e interpretare correttamente la nuova classificazione sarà fondamentale per prendere decisioni consapevoli, sia per i proprietari che per gli acquirenti.
Per il mercato immobiliare questo significa un’evoluzione progressiva verso criteri più uniformi e più legati alla sostenibilità, con effetti che andranno oltre il semplice valore energetico, influenzando direttamente il valore economico delle abitazioni nei prossimi anni.