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Imposte ipocatastali: il 2020 sarà l’anno degli aumenti

L’acquisto di una casa richiede sempre il versamento di una tassa che può considerarsi fissa. Viene chiamata Tassa Ipocatastale perché è la somma di due tasse affini: l’Imposta Ipotecaria e la Tassa Catastale. 

L’Imposta Ipotecaria, lo ricordiamo, va versata per trascrizioni, iscrizioni, rinnovazioni, cancellazioni e annotazioni nei pubblici registri immobiliari, a seguito di cessioni immobiliari, successioni, donazioni e quando vengono costituite delle ipoteche o diritti reali di godimento.


L’imposta catastale si versa, invece, quando si esegue una voltura catastale in seguito a cessioni, successioni, donazioni o costituzione d'ipoteche e di diritti reali (come l’usufrutto).
Fino allo scorso anno, queste due tasse avevano un costo di 50€. Con l'introduzione della nuova Legge di Bilancio, si è stabilito un rilevante aumento che triplica l’ammontare di ognuna delle due tasse, raggiungendo i 150€. Il Documento Programmatico di Bilancio (DPB) ha, dunque, stabilito che la somma da versare allo stato per ogni trasferimento immobiliare attraverso la Tassa Ipotecaria raggiungerà i 300€.

La nuova legge nel dettaglio

La cifra appena dichiarata si riferisce tuttavia alla componente fissa e invariabile, ovvero la parte obbligatoria il cui versamento spetta a tutti i trasferimenti immobiliari imponibili.
Alla cifra di 300€ si dovrà aggiungere la parte proporzionale calcolata in base al valore dell’immobile. É qui che la nuova Legge di Bilancio lascia uno spiraglio di risparmio lasciando invariata la regola già attiva da tempo, visto che l’imposta di registro ordinaria al 9% scende al 2% nel caso in cui si registri l’acquisto di una prima casa.

Il Documento Programmatico di Bilancio ha rilasciato tuttavia una buona notizia, ovvero la riduzione della Tassa Ipocatastale nel caso in cui si acquista l’immobile direttamente dal costruttore (e non da un privato), con vendita soggetta a IVA. La riduzione in questo caso ammonta a un quarto della somma precedentemente prevista, un piccolo risparmio in un generale aumento complessivo. 

Anche in questo caso si parla di un aumento considerevole, pari al 25%. Il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha dichiarato che a proposito degli affitti, la Cedolare Secca salirà da un’aliquota del 10% a una del 12,5%. La Cedolare sugli affitti, lo ricordiamo, è una misura sociale per la cui formulazione intervengono forze politiche, sindacati inquilini, operatori ed esperti del settore immobiliare. Questo aumento non giova soprattutto allo spostamento meno difficoltoso sul territorio italiano di giovani studenti e lavoratori in mobilità, ostacolando di fatto una maggiore vivacità in ambito sociale.

 

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