La fiera di San Martino: tra gastronomia e tradizione culinaria
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La fiera di San Martino: tra gastronomia e tradizione culinaria

La tradizione martinese: le origini della fiera di San Martino 

 

La Puglia, come ben sappiamo, è ricca di tradizioni e di storia, per questo motivo, trovandoci in prossimità dell’11 Novembre, è d’obbligo parlare della fiera di San Martino, Santo Patrono di Martina Franca.

La città è in subbuglio, inizia a scaldare i motori e a vestirsi a festa per prepararsi al tanto atteso evento unico e inimitabile. Non tutti, però, conoscono la genesi di questa fiera cui origini risalgono al lontano 1600 per opera dei duchi Caracciolo. Agli albori, la fiera durava ben 8 giorni e, fino al 1754, era anche l’unica celebrazione del Santo Patrono della città.

Stiamo parlando di uno degli eventi più importanti all’interno del territorio dell’altopiano delle  Murgie, punto d’incontro per i commercianti di bestiame e di cappotti, da cui deriva il nome dialettale “Fere di Capputtere”. Sempre discente dalla tradizione dialettale, la fiera di San Martino è conosciuta anche come “Sammartène de le semmìnte”, nome che prende spunto dalla tradizionale benedizione del grano al fine di augurare una buona futura semina.

 

Il programma dell’11 Novembre: Martina Franca è in festa!

 

Finalmente, anche quest’anno per Martina Franca, è arrivato il momento di far festa. Attualmente, oltre a essere una fiera legata alla tradizione commerciale, è anche un luogo di culto gastronomico. Infatti, come da tradizione, tutte le macellerie della città si accingono alla preparazione del brodo di carne, l’immancabile arrosto misto di fegatini, capocollo, bombette, salsiccia e la tradizionale porchetta. A seguire il flusso gastronomico, quindi, in Corso Messapia, Viale Carella e Piazza Filippo d’Angiò, vengono allestite delle bancarelle di prodotti tipici e non solo. Infatti, il Vino Novello delle più pregiate cantine locali è il vero e proprio protagonista della festa, poiché vi è una coincidenza con la fine dell’annata agraria.

Non dimentichiamoci, però, che la fiera è una festa Patronale e, in quanto tale, la parte religiosa gioca un ruolo centrale, attraverso la devozione ai Santi Patroni Martino e Comasia, esposti all’interno della Cattedrale.

Piazza XX Settembre e Corso Italia, invece, sono marcate come zone dei maestri cappottari con esposizioni di quelli che sono riconosciuti come i migliori cappotti appartenenti all’artigianato locale.

Ovviamente, come da tradizione, non può mancare la fiera degli animali in zona Ortolini. In caso in cui siate interessati all’acquisto di animali, soprattutto cavalli, asini, oche e galline, o accessori legati all’allevamento e all’agricoltura, sicuramente non è un evento che potete perdervi.
 

 

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