Qual è la migliore opzione tra prestito e mutuo?

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Qual è la migliore opzione tra prestito e mutuo?

 

Acquistare una casa può far sorgere dubbi circa la scelta dei metodi di finanziamento. Richiedere un mutuo o un prestito, diventa un vero e proprio dilemma, nel momento in cui non si conoscano le caratteristiche che rendono possibile la scelta di un'opzione piuttosto che un'altra. Lo scopo di entrambe consiste nell'affrontare la spesa, nonostante non vi sia la totale disponibilità dell'importo da parte dell'acquirente.

La richiesta del prestito, a differenza del mutuo, è utile per spese relativamente piccole, come ristrutturazioni e lavori di manutenzione da estinguere in minor tempo.
A tal proposito, è bene sottolineare che i prestiti possono essere estinti in 6 mesi o in massimo 10 anni, mentre la scadenza di estinzione di un mutuo parte da un minimo di 5 anni e può arrivare ad un massimo di 40 anni.

Anche l'attesa della concessione di un prestito è più breve rispetto a quella del mutuo e può variare dalle 24 ore ai 15 giorni. Per il mutuo, infatti, essendo previste la stima del valore dell'abitazione da parte del perito e la valutazione di vincoli sull'immobile da parte del notaio, i tempi d'attesa e di valutazione per la concessione, sono decisamente più lunghi.

È doveroso sottolineare, inoltre, che, per la concessione del prestito, non vengono richieste garanzie specifiche. Nonostante ciò, però, anche per la concessione del prestito, è importante essere in possesso di affidabilità creditizia, valutata in base a parametri previamente stabiliti dalla Banca a cui ci si rivolge. Quest'ultima analizza le operazioni effettuate in passato da parte del richiedente, anche presso altri istituti di credito come, ad esempio, i ritardi di pagamenti.

Entrambi i metodi di finanziamento prevedono il rilascio di una somma di denaro da restituire a rate con interessi. Il tempo per la restituzione del credito concesso è stabilito da un piano di ammortamento e, a differenza del prestito, con il mutuo è possibile usufruire di agevolazioni fiscali che prevedono la detrazione di interessi delle tasse. Un esempio chiave di questo genere di vantaggi è definito dalla detrazione di interessi passivi da pagare annualmente all'istituto di credito.

Per quanto riguarda la definizione del tasso d'interesse, per il mutuo è possibile optare sia per un tasso variabile, che cambia in base alle oscillazioni del mercato, sia per un tasso fisso, che ha come caratteristica principale quella di mantenersi invariato nel tempo. Anche se il tasso dei prestiti è per lo più fisso e definito da un contratto, di solito, risulta essere maggiore rispetto a quello definito per il mutuo.
Un altro punto da tenere in considerazione per la scelta tra mutuo e prestito equivale ai costi iniziali. Nel primo caso, le spese iniziali sono maggiori, ma bisogna anche valutare se il tasso d'interesse più basso, compensi questa divergenza.

In conclusione, non vi è una risposta universale per la scelta della modalità di credito, poiché entrano in gioco una serie di fattori che influiscono in modo positivo o meno. È importante, come prima cosa, riporre la propria attenzione sulla quota da estinguere, paragonarla al capitale disponibile, senza tralasciare le spese aggiuntive.
 

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